AIDA, un modello giovane da un secolo

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Pubblicato il 7 settembre 2021 da Giorgio Ziboni

Il modello AIDA

Molto utilizzato nel mondo del marketing e dell’advertising, presentato per la prima volta nell'anno 1898 da Elias St. Elmo Lewis, il modello AIDA è stato per anni il fondamento della teoria pubblicitaria e può essere applicata a tutti gli ambiti.

Ma cosa è il modello AIDA e cosa è un buon messaggio pubblicitario?

Un buon messaggio pubblicitario, secondo questo modello, dovrebbe per prima cosa catturare l’ATTENZIONE del pubblico a cui si rivolge, poi generare INTERESSE, quindi suscitare un “driver” (DESIDERIO) e infine invitare all’AZIONE.

Il primo passaggio è attirare l'attenzione del cliente.

Quello che bisogna essere capaci di fare in questo passaggio è rendere bello, speciale e attraente il nostro servizio o prodotto. Serve catturare l’attenzione e non è mai facile, ogni giorno veniamo esposti a numerosi annunci e solo pochi vengono percepiti. Solo una piccola parte influenza davvero il consumatore. Il messaggio che proponiamo deve essere eccezionale, creativo e riassuntivo allo stesso momento.

Prendiamo per esempio il titolo di un testo, di un articolo o blog: la scelta del titolo è indiscutibilmente la parte più importante del nostro lavoro, fa la differenza tra chi leggerà l’articolo in questione e chi no.

Una pubblicità deve accendere l'interesse del consumatore rispondendo al desiderio.

Non basta catturare l'attenzione, occorre riuscire a farsi leggere, farsi guardare e riguardare. Il messaggio deve catturare l'attenzione selettiva.
Una pubblicità deve innescare il processo di creazione di domanda e di risposta al nostro cliente, deve formarsi del desiderio, in questa fase diventa quindi importante il percorso empatico che creo con chi mi sta ascoltando e chi concede il suo tempo, bisogna riuscire a trasformare il messaggio pubblicitario in funzione di una creazione di percezione personale che lo identifichi nel messaggio stesso.

L’obiettivo ora è quello di sviluppare in loro il desiderio rispetto a quello si ha da offrire e mostrare come il prodotto offerto possa risolvere il loro problema, rispondendo alla domanda che abbiamo creato e rappresentando la soluzione che cercano.

L’azione non è solo la vendita

Una pubblicità deve condurre all'azione, che si riassume nell'acquisto del servizio o del prodotto, nella firma per un’associazione, in un voto per un politico e tanto altro: solitamente si pensa subito alla vendita, che il “fare qualcosa” si riferisca all’acquisto, da parte del cliente, del nostro prodotto.

Non è esattamente così.

L’azione diventa quindi il nostro obiettivo, il nostro traguardo e il nostro successo. Ci possono essere tanti meccanismi per creazione di una corretta call to action, come messaggi a scadenza, colori contrastanti o offerte last minute, il trucco sta sempre nel capire il bisogno del cliente (o crearlo) e rispondere in modo adeguato a questa esigenza.

Il modello AIDA è stato il punto di partenza per tanti altri modelli, tra questi il Flywheel Marketing, di cui abbiamo parlato in un nostro articolo. Questi modelli mettono al centro il target finale, studiandone le preferenze ancora prima che effettui la conversione.

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