Dal First Moment of Truth allo Zero Moment of Truth

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Pubblicato il 8 marzo 2021 da Federica Galli

Come le persone decidono di effettuare un acquisto?

Google ha introdotto, ormai da diversi anni, il concetto di momento zero della verità: cosa significa?
Prima di parlare dello ZMOT, meglio conosciuto come Zero Moment of Truth, facciamo un piccolo passo indietro e accenniamo brevemente al concetto precedente ossia il First Moment of Truth.

Che cos’è il First Moment of Truth

Nella letteratura si è parlato innumerevoli volte del First Moment of Truth, che è semplicemente il primo contatto con il brand che avviene da parte del cliente/utente e che forma oppure modifica l’idea che il consumatore ha di quel brand nella sua mente.
Era il 2005 (che nel marketing è come parlare del secolo scorso) e Procter&Gamble parlava di FMOT: in sostanza sono i primi secondi in cui un potenziale cliente entra in contatto con un prodotto o con un brand e poi decide se acquistarlo o meno. Questo vale tanto nei supermercati con la pasta quanto con i servizi e sì, accade anche nel mercato B2B, ossia il mercato Business to Business.

Cos’è il Momento Zero della Verità?

Ecco quindi che dopo la fase dello stimolo, della necessità, del campanellino e della consideration (ossia quel momento in cui effettivamente un consumatore sceglie di prendere in considerazione, da qui il nome, un brand piuttosto che un altro), Google inserisce lo Zero Moment Of Truth: potremmo anche chiamarlo momento di raccolta informazioni, fase di strutturazione di una propria opinione.
Google ha effettuato diversi studi a sostegno della sua teoria ma soprattutto a sostegno dell’importanza del Momento Zero della Verità (d’altronde è su quello che guadagna): le persone hanno bisogno di informazioni e di formazione, ed ecco dove si inseriscono i contenuti del web, siano questi più “alti” o più “generali”.

Si tratta di una grande occasione per le aziende: ecco quindi che l’azienda effettuerà attività di advertising sia sulla search di Google che sui social media, oppure lavorerà sui propri contenuti sia per renderli attuali e interessanti sia per migliorarne il posizionamento organico.

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