Il digital vola, crolla il mercato dei media tradizionali

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Pubblicato il 7 settembre 2021 da Giorgio Ziboni

La crisi dei media tradizionali

Il 2020 non è stato un anno facile per i mezzi di comunicazione tradizionali, come giornali, radio e televisione.

Secondo la ricerca dell’Agcom 2020, infatti, si stima che nel primo trimestre 2020 il settore dei media tradizionali abbia perso oltre 200 milioni di euro se confrontato con lo stesso periodo del 2019, questa riduzione ha interessato tutti i comparti.

Il periodo più difficile è stato quello dei primi tre mesi del 2020, nei quali il valore del sistema economico risulta inferiore quasi del 6% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Nonostante le difficoltà, invece, il mondo digital incassa bene il colpo e per la prima volta la pubblicità online supera quella della televisione.

Crescono gli abbonamenti online, crolla il cartaceo

Per quanto riguarda i media tradizionali, la diminuzione dei consumi da parte delle famiglie e il blocco delle attività produttive hanno avuto effetti negativi sia per la vendita di spazi pubblicitari sui diversi mezzi di comunicazione tradizionali di massa (televisione, radio, mezzo stampa…), sia per la vendita di copie e collaterali di quotidiani e periodici. Tale ultimo dato appare ancora più preoccupante se si pensa che durante il periodo di lockdown le edicole sono rimaste aperte.

Per i media tradizionali si prevede inoltre che l’impatto dell’epidemia porti, nei prossimi mesi, ad uno scenario ancora peggiore di quello delineato nel primo trimestre, sia per le risorse pubblicitarie tradizionali sia per la vendita di prodotti editoriali (questi ultimi già strutturalmente in perdurante difficoltà).

Per quanto riguarda invece il mondo online, oltre alla crescita degli investimenti pubblicitari online nel corso del 2020, si è vista una crescita del segmento VOD (Video-On-Demand) della TV a pagamento, che ha visto anche l’ingresso di Walt Disney con il servizio Disney+, e che si stima manterrà un andamento crescente (grazie alla crescita soprattutto di piattaforme come Netflix e Amazon).

La pubblicità online come contenuto informativo

Nonostante l’affermazione di modelli di business in cui i ricavi da parte degli utenti finali sono la fonte di entrata esclusiva o prevalente (come per i servizi audiovisivi a pagamento online), la composizione dei ricavi nel 2019 evidenzia la crescente rilevanza delle entrate da vendita di pubblicità quale fonte di finanziamento principale del settore dei media. Ricordiamo che trattiamo di beni a contenuto informativo, dove il loro valore dipende dall’informazione che trasmettono. Il rischio che però possiamo analizzare vedendo questi dati è che la pubblicità è, ancora oggi, il maggiore guadagno di questo settore.

L’attenzione degli utenti è un parametro rilevante quando si parla di pubblicità, per questo è importante concentrarsi sulla qualità del contenuto. Ekeria offre servizi di Content Strategy scalabili in base alle esigenze del singolo cliente: possiamo aiutare la tua attività ad emergere tramite la realizzazione di contenuti personalizzabili informativi per il tuo target.

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