La pandemia ha messo l’acceleratore sull’innovazione

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Pubblicato il 7 settembre 2021 da Giorgio Ziboni

Tecnologia e social divide: le imprese devono innovarsi e devono farlo in modo veloce e digitale

La crisi sanitaria provocata dal Covid 19 ha spinto le aziende verso un processo che lentamente avevano già attuato. Dall’inizio della pandemia ad oggi è evidente che diverse aziende italiane abbiano deciso di investire in progetti di trasformazione digitale.

Il cambiamento può portare vantaggi, se lo si sa cogliere. Lo stato di emergenza rischia di aumentare il divario tecnologico fra le imprese e solo le organizzazioni più pronte a gestire questa situazione possono aumentare i propri ricavi con una velocità fino a cinque volte superiore rispetto alle aziende che sono restie alla digitalizzazione.

Tutto questo lo afferma il rapporto Technology Vision 2021 realizzato da Accenture, che spiega come la tecnologia è stata un'ancora di salvezza per la continuità operativa di moltissime imprese, soprattutto durante il primo lockdown, favorendo la nascita di nuovi modi di lavorare, interagire e di fare business.

In un contesto come quello creatosi con il Covid, solo le imprese più visionarie, con manager e leader capaci di adeguarsi ai nuovi scenari, saranno in grado di sopravvivere. Scommettere sulla tecnologia e sul digitale permette di condensare nello spazio di uno o due anni cambiamenti che probabilmente ne avrebbero richiesti dieci, con un effetto positivo sulla crescita del fatturato.

Innovarsi con il Carpe Diem

Cogliere l’attimo deve essere il mantra di ogni vero imprenditore. L’opportunità imprenditoriale nasce dall’intreccio di conoscenze, caparbietà, predisposizione al rischio e soprattutto dalla capacità di cogliere il momento adeguato per fare la propria mossa. In merito a questo ci viene incontro Fabio Benasso, presidente di Accenture Italia: “Per rispondere alla pandemia le aziende grandi e piccole hanno inaugurato una nuova era di rapida trasformazione e ora il sistema Paese ha bisogno di investire in competenze che garantiscano una crescita sostenibile e strategica. Ed è su questo piano che la tecnologia gioca un ruolo determinante, ma va applicata non solo in maniera combinata, bensì con visione e intelligenza, per potersi differenziare e produrre maggior valore”.

La ricerca attuata da Accenture ha messo in luce come Il 92% dei circa 6.200 manager confermino il fatto che la propria azienda stia innovando con urgenza, con l'intenzione di agire entro la fine del 2021, e come una percentuale pressoché identica (il 91%) di dirigenti concordi sulla necessità di definire con chiarezza fin da ora quale sarà il mercato da conquistare di domani.

L’eccellenza italiana tra innovazione e tradizione

Il presidente Benasso invita inoltre le aziende italiane a mantenere la propria identità e a salvaguardare l'eccellenza che le contraddistingue, senza perdere però la voglia di aprirsi a nuovi ecosistemi e non rallettando i processi di innovazione che possano portare a nuove opportunità, prima su tutte il digitale.

La nascita di nuovi scenari competitivi obbliga le aziende a ripensare all'architettura dei propri sistemi informatici, rendendo inseparabili le strategie aziendali da quelle tecnologiche, che diventano “gemelle”. L’idea diffusa di gemelli digitali per creare modelli viventi di fabbriche, catene di approvvigionamento, cicli di vita dei prodotti e piattaforme di servizio in diversi settori è solo all'inizio.

Bisogna sottolineare però come il 65% dei leader siano dell'idea che nei prossimi tre anni aumenteranno gli investimenti della propria organizzazione per combinare dati e intelligenza e rappresentare il mondo fisico in uno spazio digitale. Questo mostra ancora come il marketing digitale e nel complesso tutto quello che internet può offrire ad un’impresa deve essere conosciuto per essere utilizzato a proprio vantaggio.

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