Vendere su WhatsApp: come funziona?

Whatsapp Ekeria.jpg
Pubblicato il 6 settembre 2021 da Federica Galli

Tutte le aziende del gruppo Facebook (quindi Facebook stessa ma anche Instagram e WhatsApp) hanno come obiettivo quello di diventare delle piattaforme di social commerce: dove sia possibile quindi portare a termine degli acquisti in-app.

Parliamo brevemente delle nuove funzionalità di WhatsApp che appunto si va ad inserire all’interno del panorama dei Social Commerce.

Gli acquisti in-app

Come si fa ad utilizzare WhatsApp come piattaforma per le vendite? Intanto bisogna fare una premessa forse ovvia ma importante: si sta parlando di WhatsApp Business quindi l’applicazione sviluppata da Facebook per le aziende che finora lo hanno utilizzato principalmente come canale diretto di supporto clienti.

Il passo da un’assistenza clienti diretta e veloce, oltre che estremamente performante ad avere la possibilità di acquistare la merce è stato breve e quasi scontato.

In particolare, sembra che si stia pensando di dotare WhatsApp Business con una nuova funzionalità: un sistema di pagamento diretto.

Ancora niente è certo e sicuramente sono ancora molti i punti da chiarire, d’altro canto è chiaro in quale direzione si sta muovendo Facebook: creare delle piattaforme sempre più unificate che possano andare ad erodere quote di mercato al più importante e-commerce del mondo.

Come funzionerà il processo di acquisto all’interno di WhatsApp?

Le aziende, tramite inserimento di un catalogo sulla piattaforma, potranno inviare i loro clienti a visionare i loro prodotti e a procedere all’acquisto senza mai uscire da WhatsApp stessa.

Quindi banalmente l’azienda dopo aver caricato i propri prodotti in piattaforma, potrà procedere ad inviare il catalogo ai clienti che potranno sia acquistare direttamente che avere informazioni immediate da parte dell’azienda.

Il Direct-to-Consumer: l’azienda sempre più vicina al consumatore finale

Il DTC è uno dei trend che occuperanno il mercato e-commerce del 2021 e sicuramente anche oltre: le aziende facendo sempre più ricorso a tool specifici potranno avere un rapporto diretto con i loro clienti, rispondere ai loro dubbi o risolvere i problemi

In questo modo le aziende potranno garantire la seconda delle leve di acquisto più importanti
Non è semplice capire come approcciare le varie criticità che emergono quando ci si avvicina a Google ADS per la prima volta. Abbiamo cercato di raccogliere un piccolo elenco, andando anche a dare qualche soluzione.

Resta chiaro che, il modo migliore per ottenere un buon risultato è sempre affidarsi ad un professionista che abbia già esperienza in un determinato ambito perché possa occuparsene oppure supportarci.

Su quali canali mostrare le mie ads?

Sembrerà banale ad un occhio inesperto, ma non è scontato: la molteplice scelta cui la persona viene messa davanti in fase di implementazione delle varie campagne, può essere uno scoglio da superare: quale ambiente è meglio per il mio prodotto? In quale contesto è meglio un prodotto piuttosto che un altro?

Quanto spendo quando creo una campagna su Google?

I costi sono variabili perché, come si diceva durante gli scorsi articoli (li hai già letti tutti? Qui per recuperarli) le chiavi di ricerca sono inserite all’interno di vere e proprie aste e in base al volume di ricerca legato ad una determinata keywords il costo potrebbe variare anche di molto.

Questo come si traduce in termini pratici: che il costo per occupare un determinato spazio nel tempo potrebbe cambiare (anzi, lo farà sicuramente).

Ma, come abbiamo anticipato nello scorso articolo “Google ADS - Opportunità & Costi”, sono anche altri i fattori che vanno a creare scompiglio all’interno del sistema di aste e nel valore dei termini di ricerca: i nostri competitor (che più l’oceano cui ci rivolgiamo è rosso e più saranno tanti) o la cura che mettiamo all’interno della nostra comunicazione (e quindi la sua efficacia, la sua capacità di intercettare i reali bisogni del nostro mercato potenziale).

Quindi come si deve procedere?

L’ideale è sicuramente affidarsi ad un professionista del settore, in alternativa Google mette a disposizione corsi e tutorial anche gratuiti per gettare le basi di una strategia digitale efficace.

Una cosa è sicura: le campagne vanno monitorate. In prima fase bisogna avere chiaro l’ecosistema del business, a chi si rivolge, quali sono le parole chiave, come segmentare o creare le varie campagne.

Poi bisogna creare materialmente ogni tipologia di annuncio (è sconsigliato, anche se in molti tendono a farlo, da subito affidarsi solo all’AI di Google perché si perderebbe in controllo rispetto alle azioni); ed infine raccogliere i primi risultati. Cosa sta performando? Cosa no? Perché?

Ciò che performa, può farlo meglio? Come?
E di nuovo una fase di creazione, ottimizzazione, analisi. Cercando di stare dietro sia allo sviluppo del mercato, ai trend del momento, agli aggiornamenti dell’algoritmo di google e anche ai movimenti dei nostri competitor.

Creare una strategia di digital marketing funzionale al proprio business è semplice, se sai come farlo. Hai bisogno di una mano? Chiedi a noi.

< Indietro
ekeria-image.png

Stai cercando un partner digital che ti accompagni nella crescita?

Entra in contatto con noi